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Comunque io noto tutto, anche i più piccoli dettagli, quindi se ti capita di pensare che io non sappia qualcosa probabilmente è perché sto fingendo di non saperla.
12 Agosto 2023
Il posto in cui volevo essere, alla sagra che amo. Con le persone con cui volevo essere, con tutto quello che potevo provare. Tu, io. La mia famiglia. Il nostro amore.
“Se resto ti faccio del male, se me ne vado ti faccio del male. Vorrei procurarti il minor danno, voglio il meglio per te”. In quell’instante capì che non lo avrei mai avuto.
Ti presento Napoli, una continua gioia, piena di controsensi; così violenta e così sensuale. Piangerai a primo impatto, ti sconvolgeranno gli odori e i suoni, così forti e imminenti.
Poi, inizierai a notare i sorrisi delle persone, i colori, l’eleganza.
Ma Napoli, non avrebbe senso senza i napoletani; ho perso la testa per chi ha impersonificato la città, pezzo dopo pezzo
Ho perso la testa per quattro ragazzi, che non dimenticherò mai. Non dimenticherò mai come mi hanno fatta sentire, cosa hanno provocato in me.
Con i loro sorrisi, con la loro gioia, con il loro amore.
Emanuele, che non riusciva a memorizzare il mio nome. Parlava di rado, e sorrideva ancora meno.
Manuele, la persona con cui ho riso di più. Pieno di gioia, pieno di vita.
Cristian, poetico, romantico, buono. Niente a che vedere con gli altri, altri ideali; galante e genuino.
Giovanni; occhi azzurri penetranti. Il suo tono di voce mi teneva attaccata alle sue parole, così roco e basso che in mezzo al frastuono di Napoli valeva quanto il ronzio di una mosca. Sempre con la sigaretta tra le labbra, chesterfield rosse, lo ricordo bene. Sempre serio e cupo, con il cappellino abbassato quasi a coprire gli occhi. Lui si, tutta un’altra storia.
Il meno simpatico, il meno elegante. Non aveva niente a che fare con i “bravi ragazzi”, basta osservarlo bene per capire che con lui, entri nel buio più totale.
Così tetro, che quasi faceva paura.
Poi, sorrise.
Ho ancora il suo profumo sulla pelle; ancora il suono della sua voce nelle orecchie, con quel l’accento così provocante. Ho ancora le sue smorfie in testa e le sue mani addosso.
Mi son innamorata di Napoli, ma per me Napoli, sei tu.
“E te lo volevo dire; mi hai insegnato a vincere. A vincere sempre”— GC🎱
“Me lo ricordo bene quel bacio. Eravamo in macchina con i nostri amici, tu seduto davanti e io sul sedile posteriore. Ero arrivata a destinazione, aprii lo sportello, ti guardai. Tu strizzasti l'occhio, mi mandasti un bacio per salutarmi. Non lo avevi mai fatto, i nostri saluti erano sempre stati freddi fino a quel momento. Io voltai il viso, scesi e vidi l'auto partire. Non ti feci neanche un sorriso, ero arrabbiata, il tempo con te non mi bastava mai. Non ti salutai neppure, ma pensavo che ce ne sarebbero stati altri, dopo quello, ma fu l'ultimo.”— GC🎱
27.03.2018 - Napoli